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Un tesoro da Alba a Hong Kong
Giovedì 18 Giugno 2009 12:51


Il profilo del tartufo - copertinaEcco le prime pagine di «Il profilo del tartufo», il thriller di Mercedes Bresso in uscita per Rizzoli.
 
Giovanni Vanzino uscì dalle cupe sale del castello di Grinzane nella luce cristallina di una giornata di novembre. Le colline rosseggianti di foglie di vite, con i borghi e i villaggi abbarbicati sui crinali, e le montagne lontane lo avvolsero con la loro serena bellezza, ma l’uomo non era nello stato d’animo migliore per apprezzare il paesaggio.

Reggeva con precauzione la scatola preziosa che gli era stata affidata e si guardava intorno con ansia, cercando l’automobile che doveva condurlo all’aeroporto. Dietro di lui uscì l’onorevole Toffetto, il presidente dell’Asta Internazionale del Tartufo che, con l’autorevolezza del ruolo, fece un segno all’autista che attendeva sul piazzale: quello si precipitò verso di loro per prendere la scatola e il piccolo bagaglio di Vanzino.

Fra il crepitare degli scatti dei fotografi e l’agitazione delle telecamere, l’auto partì veloce, scese la collina del castello e si avviò a imboccare l’autostrada Alba-Asti, finalmente realizzata dopo decenni di attese e battaglie. A bordo l’onorevole si volle assicurare che l’altro avesse capito esattamente cosa avrebbe dovuto fare giunto a Hong Kong.

«Eccole i documenti per il viaggio, i biglietti aerei, la prenotazione dell’albergo – uno dei migliori della città, mio caro – le indicazioni precise sulla persona che ritirerà il Tartufo, le certificazioni, insomma tutto il necessario. Una volta consegnata la scatola e ritirato l’assegno, lei sarà libero di farsi un giro per negozi, di acquistare dei souvenir, oppure… veda lei. Sa» aggiunse con il tono di chi conosce il mondo, «è una città tentatrice, le donne sono molto belle. È importante però che tutto sia stato fatto bene, prima, mi raccomando.» E riprese il tono imperioso e distaccato che il dottor

Giovanni Vanzino, assistente del notaio che da anni seguiva l’Asta del Tartufo, era da sempre abituato ad associare agli uomini di potere.. Era un giovanotto piuttosto esile, di altezza media, che vestiva con una certa ricercatezza – completo grigio gessato, cravatta a piccoli disegni, camicia con una sottile riga azzurra, impermeabile chiaro di una griffe inglese molto nota – cercando di acquisire quel tono di sobria eleganza che nella sua terra denotava il solido e discreto benessere cui tutti aspiravano. (...)

Erano le 17.50 quando Toffetto e il giovane Vanzino arrivarono al Terminal 1 da cui partiva il volo per Hong Kong delle 20.

 

 

 
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