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Venerdì 10 Giugno 2011 13:55 |
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Silvio Berlusconi ha molto da sorridere. Nei suoi 74 anni, ha creato un impero mediatico che lo ha reso l'uomo più ricco d'Italia. Ha dominato la scena politica dal 1994 e ora è il ministro più longevo d'Italia dal primo Mussolini. Egli è sopravvissuto a innumerevoli previsioni della sua imminente fuoriuscita. Eppure, nonostante i suoi successi personali, è stato un disastro come leader politico in tre modi. Due di loro sono ben noti. Il primo è la brutta saga del suo "Bunga Bunga", le sue feste a base di sesso, il cui filone ha portato il poco edificante spettacolo di un primo ministro sotto processo a Milano con l'accusa di pagare una minorenne a fini sessuali. Il processo Rubygate non ha infangato solo Berlusconi, ma anche il suo paese. Tuttavia il vergognoso scandalo sessuale ha avuto un impatto limitato su Berlusconi come uomo politico, a dimostrazione che anche questo giornale l’ha quasi ignorato. Abbiamo, tuttavia, a lungo scritto sul suo secondo disastro: i suoi imbrogli finanziari. Nel corso degli anni è stato coinvolto in più di una dozzina di volte per frode, per aver commesso falso in bilancio e per corruzione. I suoi difensori sostengono che non è mai stato condannato, ma è falso. Diversi casi lo hanno visto condannare e da questi processi è potuto uscire solo grazie alla prescrizione e almeno due volte perché lo stesso Berlusconi è intervenuto con modifiche di legge. Ecco perché questo giornale ha affermato già nell'aprile del 2001 che era inadatto a governare l'Italia. E da allora non abbiamo rilevato alcun motivo per cambiare opinione. Ma è ormai chiaro che né il sesso né la sua storia di affari di dubbia origine ha fatto apparire agli italiani Berlusconi come un disastro. Di gran lunga peggiore è il terzo difetto: la sua totale indifferenza per la condizione economica del suo paese. Forse causato dalla distrazione dei suoi numerosi processi, resta il fatto che nei suoi nove anni da primo ministro non è riuscito a porre rimedio, o anche solo realmente riconoscere, alla grave situazione economica del paese. Come risultato, si lascerà dietro di sé un paese con molte difficoltà.
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Lunedì 23 Aprile 2012 11:23 |
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La tutela dei prodotti di qualità, la promozione della filiera corta e dei mercati agricoli locali è una sfida in cui il Piemonte e l'Italia rappresentano da anni uno dei laboratori più avanzati a livelli internazionale, non solo in termini di capacità di innovazione e di eccellenza ma anche sul piano del coinvolgimento di una vasta platea di imprese e di consumatori nella valorizzazione del patrimonio agroalimentare locale e nella diffusione di abitudini alimentari più sane e sostenibili". Così Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni dell'Unione Europea, nel corso di una conferenza sull'agricoltura locale promossa oggi a Bruxelles dal Commissiario per l’Agricoltura e lo Sviluppo rurale Dacian Cioloş e dal Commisario per la Salute e la Politica dei consumatori John Dalli, ha sottolineato il ruolo dell'Italia nel confronto in corso tra istituzioni europee e Paesi membri sul potenziamento dei mercati locali nell'ambito della politica agricola comune. "Nel 2010 la Commissione decise, all'ultimo momento, di escludere dal pacchetto legislativo sui prodotti agricoli di qualità le misure a sostegno della vendita diretta sui mercati locali, ora è fondamentale che quegli interventi siano reintrodotti con i testi legislativi in corso di adozione e con i provvedimenti relativi alla fase di programmazione 2014 - 2020" ha sottolineato Bresso. "La presenza di Carlo Petrini in questo confronto con la Commissione assume quindi una grande rilevanza per tutti coloro che in Europa e in Italia stanno puntando sulla qualità. In particolare, l'introduzione di misure di sostegno adeguate potranno davvero aprire nuove prospettive di crescita, nei prossimi anni, per migliaia di imprese, agricoltori, ristoratori piemontesi che hanno investito con coraggio sui valori del territorio". "La nuova Politica Agricola Comune in fase di definizione è un appuntamento fondamentale per il futuro dell'Europa: mettendo a punto strategie a sostegno del ritorno dei giovani alla terra, dell'accorciamento della filiera, dei produttori di piccola scale si può cambiare in meglio l'economia" ha detto Carlo Petrini, presidente di Slow Food. "La nostra associazione è presente in tutti i 27 Paesi dell'UE e siamo impegnati in una campagna di sensibilizzazione dal basso di tutti i Parlamentari europei. Sono felice che questa conferenza veda insieme il Commissario per l'Agricoltura con quello per la Salute e la Politica dei Consumatori, perché dobbiamo smettere di ragionare per categorie, siamo tutti cittadini e l'interesse di produttori e consumatori è comune. E i cittadini di ciascun Paese, di ciascuna Regione europea, devono farsi parte attiva presso la politica locale, perché molto dipende anche dalla volontà degli Stati Membri, non solo dalle decisioni della Commissione". |
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Mercoledì 21 Marzo 2012 15:30 |
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La situazione della sistema socio assistenziale sta raggiungendo un livello non più sostenibile. Il comportamento della Giunta regionale sta mettendo in ginocchio la rete a supporto delle persone in difficoltà. Il caso della Cooperativa Valdocco di Torino riguarda il mancato pagamento da parte delle Asl To1 e To2 di fatture per 8 milioni euro. Fatture emesse da molto tempo, i cui termini sono ampiamente scaduti. Questa condizione sta mettendo a dura prova la sopravvivenza stessa della cooperativa, quindi con una inevitabile conseguenza sui lavoratori e pure sui servizi offerti. Per sollecitare una soluzione ho presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale, la Giunta deve avviare tutte le procedure per assolvere le obbligazioni di pagamento dovute alla Cooperativa Valdocco.
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Giovedì 17 Maggio 2012 11:59 |
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Torino, 17 mag – “Questa giornata è particolarmente importante in paesi come il nostro dove il riconoscimento dei diritti civili è ancora indietro rispetto a molti paesi europei”. E’ questa il commento di Mercedes Bresso, presidente del Comitato delle Regioni UE e consigliere regionale del Piemonte, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, promossa dall’Unione Europea nel 2007. “Sono una convinta sostenitrice dei diritti civili – dichiara Bresso - e quando si parla dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transgender non si tratta di introdurre nuovi diritti per una cerchia di persone, ma piuttosto di rispettare gli stessi diritti umani per ogni persona senza discriminazioni”.“Il testo approvato dall'Europarlamento – ricorda la presidente del Comitato delle regioni - invita tutti gli Stati membri a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso e chiede alla Commissione di attivarsi in tal senso. Con alcune differenze, ad oggi - afferma Bresso -, in Europa le unioni civili tra persone dello stesso sesso sono previste nei Paesi Bassi, apripista nel 2001, Belgio, Spagna, Svezia e Portogallo, Danimarca, Francia, Germania, Lussemburgo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, Austria e Irlanda. Purtroppo - rimarca - in Italia viviamo una situazione di arretramento intollerabile, ci troviamo di fronte a situazioni di inciviltà non degne di un paese civile”. “In Italia – conclude – esiste un blocco trasversale che condanna il paese all’arretratezza sui diritti GLBT. Dove può spingersi Obama e Hollande, in Italia la classe politica preferisce mantenere lo sguardo rivolto al passato, intanto le nuove famiglievivono prive di tutele e diritti”.
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[b] Scorie TAV mafia KO TRI Voluzione ARTSENU REFL...
Gentile Pesidente, lei dice che bisogna investire ...
Gentile Sig.ra Bresso, ho appena letto le ultime f...